Karate-Do

La nobile arte della mano vuota.

 

Karate-Do

Il termine “Karate Do” è tradotto come “Il percorso di una mano vuota”. Questa arte è originaria dell’isola di Okinawa in Giappone ed è un’arte marziale che sintetizza i fondamenti religiosi e filosofici delle culture orientali. I principi del buddismo indiano, del confucianesimo, del taoismo cinese e dello shintoismo giapponese sono al centro della “Via del Karate”.

 Il Karate Do, a sua volta, è diviso nelle seguenti aree: TAISO, KIHON, KATA, KUMITE

TAISO significa prendersi cura del proprio corpo ed è un’eccellente palestra energetica rivolta a tutto il corpo.

KIHON coinvolge una tecnica fondamentale e lavora per migliorare la velocità delle reazioni del proprio corpo.

KATA significa nient’altro che “forma” ed è la più alta incarnazione artistica del rituale Karate-Do.

KUMITE significa lotta. Questi sono esercizi controllati volti a sviluppare l’intuizione del praticante.

Il grande maestro Gichin Funakosi, considerato il “padre del Karate Do”, disse che l’arte marziale è l’opera non solo del corpo, ma anche della mente e dell’anima. Queste antiche pratiche, a differenza di giochi e sport, coinvolgono una persona più profondamente. È la presenza degli aspetti religiosi e filosofici delle culture orientali che distinguono il Karate Do da varie discipline sportive. Oggi la società occidentale mostra un crescente interesse per le tecniche orientali, che consentono di ridurre lo stress e migliorare drasticamente lo stato fisico, mentale e mentale.
Il Karate Do, ad esempio, è altamente raccomandato per gli adolescenti nei loro anni formativi, in quanto combina un gran numero di regole di condotta e principi morali, come il senso del dovere e della responsabilità. Pertanto, il bambino è focalizzato su determinati principi di comportamento, ha esempi meritevoli da seguire di fronte a lui e una persona adulta sta lavorando intenzionalmente sullo sviluppo personale.